Pasquale Hamel
Visto
che é un giorno della memoria, una memoria che non dovrebbe essere mai
smarrita, voglio ricordare non solo mio padre, combattente e partigiano,
ma anche un cugino di mio padre, anche lui Hamel, di cui ha anche
parlato più volte Camilleri nelle sue memorie. Si trattava di un uomo
tutto d'un pezzo che aveva abbracciato il socialismo prima ed il
comunismo poi, come fede. E' stato uno dei pochi siciliani,
dagli archivi di polizia ne risultano una cinquantina, che per le sue
idee, fra carcere e confino (Ustica e Ventotene), é stato per sette anni
lontano dalla famiglia. Negli anni del primo squadrismo, trovandosi a
Milano, aveva difeso la Camera del Lavoro e si vantava di avere salvato
Turati da un'aggressione fascista. Il partito, alla cui causa aveva
dedicato gran parte della propria giovinezza, proprio per quel suo
estremizzare e per la indisponibilità al compromesso lo espulse negli
anni cinquanta. Questa ferita non lo portò a ripudiare l'idea ma, invece
ad accentuarne gli aspetti estremi. Anche se molte sue idee potevano
essere opinabili, non si puó fare a meno di ricordarne, e ne faccio
narrazione, la indiscutibile coerenza. Porto Empedocle, suo luogo di
nascita, e luogo d'origine di tutti gli Hamel discendenti di sir Charles
Eduard Hamel, console di S.M. Britannica, non gli ha ancora dedicato
una strada.
venerdì 26 aprile 2013
giovedì 25 aprile 2013
XXV Aprile
Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.
Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità della nazione, andate là, o giovani, col pensiero, perché là è nata la nostra costituzione.
(Piero Calamandrei, Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Milano, 26 gennaio 1955)
Non dobbiamo permettere che queste sofferenze, questi morti, queste torture, queste esecuzioni, siano state inutili.
Siamo noi oggi a dovere difendere la nostra Costituzione scritta con il sangue di questi martiri, siamo noi oggi a dovere essere degni del sangue versato per noi e per la nostra Patria dai partigiani.
Siamo noi oggi a dovere combattere una NUOVIA RESISTENZA.
Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.
Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità della nazione, andate là, o giovani, col pensiero, perché là è nata la nostra costituzione.
(Piero Calamandrei, Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Milano, 26 gennaio 1955)
Non dobbiamo permettere che queste sofferenze, questi morti, queste torture, queste esecuzioni, siano state inutili.
Siamo noi oggi a dovere difendere la nostra Costituzione scritta con il sangue di questi martiri, siamo noi oggi a dovere essere degni del sangue versato per noi e per la nostra Patria dai partigiani.
Siamo noi oggi a dovere combattere una NUOVIA RESISTENZA.
domenica 21 aprile 2013
Si
ha voglia di vivere, e io vivo, anche a dispetto della logica. Posso
magari non credere nell’ordine delle cose, ma le foglioline vischiose
che spuntano a primavera mi sono care, mi è caro il
cielo azzurro e
mi sono care certe persone, che a volte - lo crederesti? - non si sa
neppure perchè si amino, e mi sono care certe conquiste umane, nelle
quali, forse, ho smesso di credere da un pezzo, ma che si continuano a
venerare col cuore, come vecchi ricordi.
I fratelli Karamàzov - F.M. Dostoevskij.
venerdì 19 aprile 2013
giovedì 18 aprile 2013
lunedì 15 aprile 2013
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