venerdì 20 giugno 2014

giovedì 12 giugno 2014


INVITO TUTTI I MIEI AMICI...

LUNEDI’ 16 GIUGNO 2014 ore 17,30 presso la“SALA ROMEO” -Palazzo delle Culture-P.zza Macherione -Giarre, il Cinecircolo l’Agorà incontra il regista EDOARDO MORABITO E DONATELLA FINOCCHIARO per
“I FANTASMI DI SAN BERILLO”
Un film-documentario, un viaggio nel cinema del reale che narra le vicende di un piccolo degradato e abbandonato quartiere di Catania. La macchina da presa di Morabito imbocca i vicoli del quartiere sovrapponendo il passato di ieri con la modernità del presente, il bianco e nero di ieri con lo stantio colore di oggi, crocevia delle storie che l’hanno attraversato tra mito, cultura popolare e case chiuse.
Attraverso le parole della scrittrice e attrice Goliarda Sapienza e dello scrittore Italo Calvino (narrati dalla voce fuori campo diDonatella Finocchiaro) Morabito ripercorre l’evoluzione di un borgo divenuto quasi leggendario, avvolto originariamente in un immaginario fantastico e ricco di pupi siciliani, satiri, mori, transitato poi per le redditizie attività di uno dei quartieri a luci rosse più noti del Mediterraneo, e rimasto infine (in seguito allo sgombero indotto dalla legge Merlin nel 1958 che sanciva la fine delle ‘case chiuse’) un quartiere diroccato, luogo di rifugio e ‘consolazione’ per una grande quantità di prostitute e transessuali provenienti da tutta Italia.

Morabito sovrappone alle immagini del suo girato odierno curiosi ed interessanti filmati di repertorio della “Filmoteca Nazionale Siciliana”. “I Fantasmi di San Berillo” offre spazio a desideri e rimpianti, fa brillare i sudiciumi e trasforma le perversioni in commoventi attestati di vita: quel che dovrebbe esser sordido e maleodorante risplende in questa pellicola, dove ogni cosa respira e tutto è vita.
(Vincitore del premio Miglior Film della sezione Italiana.doc del 31° Torino Film Festival)
Il regista e la celebre attrice, voce narrante del film, risponderanno alle domande del pubblico.
Introduce la proiezione il critico cinematografico Sebastiano Gesù


domenica 8 giugno 2014

Michel Eyquem de Montaigne :
"È necessario riservare dentro di noi un retrobottega tutto nostro, assolutamente autonomo, dove conservare la nostra vera libertà, avere il nostro più importante rifugio, godere della nostra solitudine.
Bisogna fare come gli animali, essi si ritirano nella loro tana ed hanno cura di cancellare le loro stesse impronte dall'ingresso "

lunedì 26 maggio 2014

Le parole carezza, quelle con cui vorrei avvolgere il tuo cuore, proteggerlo da ogni male, da ogni dolore, le parole carezza, quelle che diventano il dono di un sorriso, la speranza di un sogno che si realizza, la forza per andare avanti, perchè tu possa pensare "ce la farò". Le parole carezza, quelle che qualcuno trova noiose, melense, o peggio di tutto, che trova inutili. E io ne sono contento, perchè le mie parole carezza non devono servire a nulla e a nessun altro, oltre te, oltre che per te. Le parole carezza, quelle che vorrei essere capace di avere, di scrivere, di usare. Solo per te. Come una buonanotte, una parola carezza solo per te. Marco Proietti Mancini

mercoledì 21 maggio 2014

Non si guarisce mai da ciò che ci manca, ci si adatta,
ci si racconta altre verità.

"C'è, tra me e il mondo, una nebbia che impedisce che io veda le cose come veramente sono. Come sono per gli altri" Fernando Pessoa

lunedì 19 maggio 2014


Prendimi l'anima Film completo

 
E' un bellissimo film...
Perché si tradisce? Forse, per cercare un altro al di fuori dall’ equilibrio familiare, o per sfuggire alla tristezza, all’insoddisfazione, alla mancanza di gratitudine, ad emozioni che rimandano un senso di inutilità, di poca desiderabilità, di solitudine, di costrizione. In questo modo, non essendo liberi di esprimersi, di sentirsi se stessi, prevale la paura, l’ansia in cui, purtroppo, si perde anche la stima, l’amore e la dignità dell’altro. Il traditore è spesso privo di capacità di fondare la propria esistenza intorno ad un proprio centro interiore e ha la compulsione a riempire i vuoti con punti di riferimento esterni, col partner prima e, quando questo non corrisponde più ai suoi bisogni, con altri partner, oppure con il lavoro, con sostanze, con il gioco, con l’alcool, in una fuga continua da sé stesso. E’ una persona che non appartiene a nulla e nulla mai gli apparterrà totalmente, se non l’inutilità e il vuoto del suo essere evanescente. Quindi, mentre il traditore nega e scappa, perché non riesce a stare in ascolto di sé, il tradito pretende e attanaglia l’altro a causa della sua insicurezza e, d’altra parte, l’amante rincorre e sogna il mondo che non c’è. Nessuno dei tre, in definitiva, è presente a sé stesso e nessuno è in grado di rimanere da solo, di fare i conti con la propria incapacità di bastare a se stesso.
Ciò che è importante imparare dalle nostre vite è la certezza di poter attraversare anche la solitudine. Quando questa fiducia interiore viene meno, il tradimento è in agguato. La nostra psiche è la natura stessa, è una sua scintilla, è colei che crea e nutre, ma sa essere anche potentemente violenta, se necessario, e spesso, è costretta ad esserlo per salvarci dal peggio.
L’individualità richiede il coraggio di essere soli e di opporsi a un mondo che tradisce e banalizza.

- Aldo Carotenuto, psicoanalista e scrittore.